Il Consiglio di Stato, in sede consultiva di parere su un Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, optando per l’accoglimento, ha stabilito che è illegittima la fissazione da parte di un Comune di linee-guida per la realizzazione e gestione di impianti eolici sul proprio territorio da parte di privati, che definiscano condizioni, garanzie ed impegni richiesti a privati stessi.
L’attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, in recepimento della normativa comunitaria in materia (2003/54/CE) è libera ed ai sensi della l.n. 239/2004 è sottoposta ad autorizzazione unica il cui rilascio, nel caso si debbano realizzare manufatti, sostituisce il permesso di costruire. A conferma del recepimento dei principi di liberalizzazione del mercato energetico, l’eventuale diniego deve fondarsi su motivi obiettivi e non discriminatori.
Tale attività non potrà essere assogettata ad alcun onere concessorio o canone bensì, qualora l’impatto ambientale dell’attività produttiva sia particolarmente rilevante, eventualmente a misure compensative e di riequilibrio ambientale e territoriale la cui configurazione e determinazione spetta allo Stato o alla Regione, in sede di conferenza di servizi, e non al Comune. Le suddette misure dovranno essere concrete e realistiche tenendo conto delle caratteristiche, nel caso di specie, del aprco eolico che si intendeva realizzare e dell’impatto ambientale. Il Consiglio di Stato non dimentica di sottolineare che l’incentivo alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed a basso impatto ambientale consente allo Stato di meglio ottemperare alle prescrizioni del Protocollo di Kyoto. Tale circostanza,pertanto, in sede di autorizzazione deve essere adeguatamente valutata.
Tuttavia il Comune continua a rivestire un ruolo di non poco momento potendo esso stesso adottare linee guida volte ad indicare criteri di localizzazione degli impianti ed il loro numero massimo all’interno del territorio comunale la cui adeguatezza e congruità sarà oggetto di valutazione in sede di conferenza di servizi e successiva autorizzazione unica.



