A proposito del Piano Regolatore di Milano tutto perequato…

di 28 Ottobre 2020 Rivista, Urbanistica
L’edificio progettato da Libeskind al fianco dei grattacieli di Generali e di Allianz. Quasi tutti i dipendenti in smart working a causa della pandemia.

da Nordesteconomia.it

Luigi Dell’Olio 22 Ottobre 2020

MILANO Il cartello dei lavori in corso è stato idealmente tolto ieri, con la consegna della Torre Libeskind a PwC Italia, società di consulenza e revisione contabile che ha programmato di trasferirvi i suoi 3mila professionisti in attività a Milano. Per Citylife, il progetto di sviluppo immobiliare che il gruppo Generali sta portando avanti a Milano, si tratta di uno step importante. Anche se oggi sono tante le incognite sul futuro del quartiere, che in questi giorni appare desolatamente vuoto dopo che le aziende ubicate in zona hanno ricominciato a privilegiare lo smart working per fronteggiare l’impennata dei contagi, che vede oggi Milano essere il grande malato d’Italia.
I lavori della Torre PwC, caratterizzata da una curvatura in elevazione, sono stati avviati nel 2018 e proseguiti nel rispetto delle tempistiche nonostante il fermo dei cantieri a causa della pandemia Covid-19, recuperato dal mese di maggio in poi. La struttura, 175,5 metri di altezza, 34 livelli complessivi e 33.500 mq di superficie, è stata disegnata dall’architetto Daniel Libeskind e completa lo skyline di Piazza Tre Torri, cuore del CityLife Business&Shopping District, al fianco della Torre Generali, progettata da Zaha Hadid, e della Torre Allianz, concepita da Arata Isozaki con Andrea Maffei. L’elemento distintivo del nuovo grattacielo è la sua “corona”, 40 metri di altezza e 600 tonnellate di acciaio e vetro alla sommità dell’edificio, un segmento di cupola geometricamente perfetta, ispirata a quelle del rinascimento italiano, che sintetizza il concept sferico dell’intero edificio.
Con il completamento della terza torre si completa il progetto originario partito nel 2005 e passato attraverso la crisi dei costruttori iniziali (i gruppi Toti e Ligresti), per la crisi mondiale del 2008 e locale del 2011 e ora alle prese con una nuova recessione internazionale. Residenze e uffici di Citylife sono praticamente tutti piazzati sul mercato, tanto che da qualche mese sono entrati nel vivo i lavori per realizzare altri 103 appartamenti (metà dei quali già venduti) e poi sarà la volta del Portico, che si presenterà come la porta Nord del quartiere e sarà dedicata interamente agli uffici. In parallelo prosegue la realizzazione del parco pubblico, che a fine lavori – nel 2023 – arriverà a un’estensione di 170 mila metri quadri.

Questo quartiere è il fiore all’occhiello degli sviluppi immobiliari in corso a Milano e anche dell’intero gruppo Generali, che nel mattone conta asset per poco meno di 31 miliardi di euro, di cui un terzo in Italia e poco più in Francia. Mentre a livello settoriale dominano gli uffici (64%), davanti al retail (20%), con il residenziale sotto l’8%. Un trend destinato a essere confermato: infatti in questi giorni parte il fondo “Core plus” di Generali Real Estate dedicato al settore degli uffici nelle principali città europee, con un profilo di rischio intermedio e 2 miliardi di dotazione, con il gruppo del Leone che ci mette direttamente mezzo miliardo. La sfida è acquistare edifici e riqualificarli alla luce del crescente ricorso allo smartnworking, che promette di passare a a sistema diffuso di lavoro anche in tempi ordinari. Una direzione che la stessa Generali, così come Allianz e altre grandi aziende hanno intrapreso.