La Regione Emilia Romagna getta le basi per il proprio ingresso all’interno dei fondi immobiliari raccordandosi con la normativa statale dettata dal d.l. n. 122/08. Lo fa attraverso la Giunta che con il progetto di legge n. 625/2011 detta norme in materia di partecipazione della Regione ai fondi immobiliari chiusi per il sostegno all’edilizia residenziale sociale.
La Regione decide di dotarsi di una normativa ad hoc riconoscendo ai fondi immobiliari chiusi un ruolo decisivo nell’indirizzare rilevanti flussi finanziari verso il segmento dell’edilizia residenziale sociale capaci anche di favorire e potenziare forme di partnership pubblico/privato che facilitino il concorso di soggetti privati.
La disciplina proposta va quindi a potenziare le previsioni della l.r. n. 6/2009 (che in parte qua prevedeva la riserva di quota parte della capacità edificatoria dei comuni all’edilizia residenziale sociale) attraverso la previsione che la Regione possa fornire ai comuni un’adeguata assistenza tecnica, spesso non alla portata delle realtà più piccole, per la corretta comprensione e sfruttamento delle potenzialità dei fondi stessi.
Nel dettaglio la Regione potrà entrare nei fondi attraverso la sottoscrizione di quote del capitale dei fondi sia con apporti in denaro sia conferendo beni immobili;tuttavia non tutti i fondi potranno essere partecipati dalla Regione, la proposta di legge infatti stabilisce, tra le altre ipotesi, che la Regione possa entrare solo in quei fondi che si impegnano ad indirizzare le proprie attività in ragione delle esigenze di contenimento del consumo del territorio ed assicurare l’impiego nel territorio regionale di somme di denaro pari almeno alle risorse conferite dalla Amministrazione (Art. 3)



