Il Governo salva il contributo straordinario previsto nel PRG di Roma
Scritto da Manuel Bordini
venerdì 11 giugno 2010
COSì' IL GOVERNO HA INTESO RIMEDIARE PER LEGGE ALL'IMPOSIZIONE DEL CONTRIBUTO STRAORDINARIO PREVISTO DAL PRG DI ROMA NEGLI AMBITI DI COMPENSAZIONE BAIPASSANDO COSI' IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO SEZ IV AVVERSO LE SENTENZE DEL TAR LAZIO SE II BIS. RESTA OVVIAMENTE IN PIEDI LA QUESTIONE DELL'AVOCAZIONE DEL 70% DELLA VOLUMETRIA CONCESSA AL PRIVATO A FAVORE DEL COMUNE. CIO' COMPORTA INEVITABILMENTE QUALCHE PERPLESSITA' CIRCA LA LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE DI UNA NORMA CHE DETTA, SENZA ALCUNA APPARENTE RAGIONE LOGICA, UN PRECETTO APPLICABILE SOLO PER ROMA.
Riportiamo un interessante commento dell'Avv. Antonio Malerba sull'ordinanza del Consiglio di Stato n. 624/2010 in riforma della sentenza del TAR Puglia n. 464/2009.
L’importanza di questa ordinanza al di la del caso concreto è di portata nazionale. Poiché il Consiglio di Stato ha affermato che la variante e le misure di salvaguardia si pongono in contrasto con gli obbiettivi comunitari In sostanza in materia di energia è compito degli enti pubblici ridurre gli ostacoli normativi non complicarli ma accelerare le procedure a livello amministrativo. Il vero problema non è la variante o il comportamento del comune ma l’assenza a livello nazionale di chiari precetti di applicazione delle regole comunitarie ( per cui ogni regione si è regolata secondo il suo giudizio e il giudizio della Corte Costituzionale come nel caso del Molise e dell’attesa pronuncia per la puglia ), ma soprattutto il fallimento della legge n. 31/2008 e di quella precedentemente la n 1/2008 poi abrogata. Il fallimento, nonostante alcuni spunti interessanti della legge (la DIA doveva permettere la velocizzazione delle procedure di rilascio per gli impianti fino ad 1 mw) è dovuto ad una carente tecnica legislativa, ma soprattutto alla mancata previsione di una procedura unica per ogni comune che regolasse diritti e doveri sia del singolo che delle amministrazioni pubbliche. Ed il caos che la Regione ha provocato con una carenza e insufficienza norme e con la contraddittorietà ha provocato di fatto il blocco dei piccoli impianti, consentendo la costruzione dei mega impianti. Occorre pertanto ripensare ad breve ad una nuova legge regionale che regoli il settore dell’energia alternativa in Puglia.